Il Mondiale 2006 della superbike prende il via oggi dal circuito del Qatar dove le derivate scenderanno in pista per qualifiche e libere. Tanti i nomi illustri: 30 i piloti in griglia, 6 i costruttori. Protagoniste attese Suzuki e Ducati: non perdetevi il duello annunciato tra Corser e Bayliss.
Le premesse sono eccellenti. Sulla carta il mondiale 2006 delle derivate di serie si presenta al meglio. Tanti nomi illustri, 30 piloti in griglia, 6 costruttori, una varietÃ* e una quantitÃ* di valori che ne fanno il campionato a due ruote più ricco di questa stagione. Nulla da invidiare alla più celebre motogp, schiacciata dal dominio Rossi perchè in superbike tutto lascia presagire che la lotta sarÃ* serrata.
Per la prima del Qatar, gara 1 delle 13 in calendario, Pirelli, fornitore unico da ormai tre anni, ha portato 3500 gomme. I team hanno potuto sperimentare le nuove coperture nei test invernali, registrando miglioramenti di sostanza. Il tracciato, inserito nel calendario Superbike lo scorso anno, alterna tratti veloci a sezioni lente. Una sfida da amministrare nelle 10 curve a destra e sei a sinistra, dosando dopo aver valutato l’incidenza della sabbia che rende insidioso l’approccio, che condiziona i riferimenti in frenata e negli ingressi in curva.
Occhi puntati sul campione in carica, l’australiano Troy Corser, rinato e sorprendente nella passata stagione. In grado di continuare a spaventare a 34 anni. La sua GSXR 1000 è stata sviluppata soprattutto nell’elettronica, progressi appoggiati sulla ciclistica 2005, affinata ma sostanzialmente giÃ* molto competitiva.
Dopo una poco fortunata escursione in motogp, torna il campione 2001 Troy Bayliss e si segna come l’antagonista più temibile. Nei test ha dimostrato di aver ritrovato i riferimenti, di essersi adattato alle gomme nuove tanto da imporsi, da subito, al vertice della tabella tempi. Una confidenza che ha solide basi nel rapporto idilliaco dell’australiano con il team Ducati, con una moto che asseconda le sue doti. Accanto si ritrova la sorpresa dello scorso campionato, l’italiano Lorenzo Lanzi. Uno che ha dimostrato di saper cogliere l’occasione tanto da ottenere la moto ufficiale. Privilegio che il giovane romagnolo ha intenzione di conservare senza rimanere relegato nella grande ombra di Bayliss.
A contrastare la dialettica Suzuki-Ducati s’inserisce Honda che con Ten Kate si affida al britannico Toseland, insoddisfatto del quarto posto della passata stagione, e all’australiano Karl Muggeridge. Entrambi devono colmare il vuoto lascito da un vincente come Cris Vermuelen migrato in motogp. Non mancherÃ* il supporto dell’ultimo arrivato: Alex Barros. Il brasiliano ha firmato in extremis con il team privato Klaffi e si dice con insistenza che potrebbe avere dalla sua il supporto della casa madre. Non mancherÃ* neppure la Yamaha, che si affida all’imprevedibile Noriyuki Haga, cha ha chiuso la sua stagione di debutto con l’R1 in terza piazza. L’obiettivo sarÃ* ovviamente migliorare ma non si preannuncia impresa facile.
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