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Torvalds Riapre a GPLv3 per Linux?


Non molto tempo dopo l'apparizione della prima bozza della [Solo gli utenti registrati possono visualizzare tutti i links]
, Linus Torvalds, autore della prima versione del kernel Linux ed attuale coordinatore del progetto di sviluppo dello stesso, si era espresso abbastanza duramente contro l'adozione della nuova licenza per il kernel del suo sistema affermando: “Linux è sempre stato sotto la licenza GPLv2. Niente altro è mai stato ritenuto valido".Con una [Solo gli utenti registrati possono visualizzare tutti i links]
pubblicata sulla Linux Kernel Mailing List il 25 Gennaio scorso, Torvalds aveva voluto prendere parte ad una discussione relativa all'eventuale adozione della nuova licenza affermando che Linux conserverÃ* la General Public License 2 ed escludendo che il codice possa migrare a GPL 3. In risposta Richard M. Stallman, l'autore principale di GPL e fondatore di [Solo gli utenti registrati possono visualizzare tutti i links]
, ha affermato di non comprendere l'obiezione di Torvalds su GPL 3, ma in ogni caso ha ribadito: "i developers Linux possono decidere se consentire l'uso di Linux sotto GPL versione 3. Questo non riguarda direttamente altre parti del sistema."

Linus Torvalds sembra aver smussato il suo punto di vista su GPL 3 ammettendo che ci sarebbero comunque alcuni vantaggi nel porre il kernel Linux sotto la nuova licenza. Tuttavia il developer continua a ritenere che nella pratica questo tipo di adozione risulta molto difficoltosa e in particolare i suoi dubbi si riferiscono alla sezione Complete Corresponding Source Code. Secondo Torvalds, questa clausola "sembra impedire l’uso di binaries con firma digitale (o meglio: è possibile apporre la firma ai binaries in qualsiasi maniera si vuole, ma si dovrÃ* rendere pubblicamente disponibile le proprie chiavi private)."

I developers del Linux kernel non stanno tutti seguendo l'atteggiamento di Torvalds su questo problema e quindi il dibattito sulla LKML (Linux Kernel Mailing List) è proseguito ancora sulla possibilitÃ* di GPL 3 di poter coprire il anche il kernel Linux.Successivamente il dibattito è slittato su una altro problema strettamente correlato, ossia sulla gestione da parte di GPL3 del DRM (Digital Rights Management). La posizione di Torvalds in merito al DRM è ben nota: nel 2003, il celebre sviluppatore dichiarò che "il DRM è perfettamente ok con Linux". Un'affermazione che all'epoca sollevò un vero vespaio, dividendo le opinioni di molti sostenitori del software libero.

Oggi Torvalds ribadisce: "Personalmente ritengo che la clausola anti-DRM è molto più ragionevole nel contesto delle licenze Creative Commons rispetto che in quelle destinate al software. Se create contenuti utili e di valore che altre persone vogliono poter usare (musiche orecchiabili, animazioni divertenti, belle icone), vi suggerisco di proteggere questi contenuti indicando che non possono essere usati in nessun schema di content-protection".

In un [Solo gli utenti registrati possono visualizzare tutti i links]
, Torvalds ha spiegato ulteriormente il suo punto di vista sui requisiti DRM: "Si riduce a questo: noi abbiamo scritto il software. Questa è l'unica parte che mi interessa e, cosa più importante forse (almeno per me), dato che si tratta dell'unica parte che abbiamo creato, sento che ci spetta il diritto morale di poterla controllare". In breve: "Non sto accusando GPLv3. Sto semplicemente sostenendo che GPLv3 non è la licenza adatta a _me_, e non l'ho mai scelta."

Va detto che la GPLv3 si trova ancora nella prima fase di discussione pubblica: ciò significa che da qui alla sua approvazione ufficiale, prevista per la primavera del 2007, potrebbero essere apportate modifiche anche sostanziali. Il dibattito tra i developers è lontano dall'estinguersi.

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