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| Tags: affermazione, del, fascismo, storia, tesina |
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() | Tesina di Storia - Affermazione del Fascismo Affermazione del Fascismo. I partiti fascisti operano anche nei paesi che conservano istituzioni parlamentari, come Gran Bretagna, Francia e Giappone, i cui governi adottarono programmi anti-operai e limitarono le libertĂ* individuali. In Europa la conquista del potere avvenne nei paesi industrializzati come Italia e Germania, dove la borghesia non si sentiva piĂą garantita dalla democrazia. Fra gli elementi che favorirono l’ascesa del Fascismo al potere c’erano le tendenze filosofiche e letterarie, che giĂ* dalla fine dell’Ottocento abbandonavano il pensiero Positivistico e la razionalitĂ* scientifica per far spazio al sapere intuitivo e irrazionale del protagonismo intellettuale tipico dei Nazionalisti. L’esaltazione dello stato forte, Imperialista e aggressivo guidato da un gruppo di persone meritevoli per la loro superioritĂ*, consapevoli di essere la nuova classe politica dominante. Nasce la teoria dell’èlites, del superomismo, in Italia il rappresentante piĂą grande fu Gabriele D’Annunzio, che all’interno dei suoi romanzi parlava di uno stato autoritario, su cui doveva nascere una nuova gerarchia formata da superuomini. Il 23 Marzo 1919, l’iniziale programma fascista prevedeva la scelta repubblicana, la confisca dei profitti di guerra e l’anticlericalismo. Inizialmente in esso confluirono ex. combattenti, disoccupati, piccoli borghesi e sindacalisti insoddisfatti. Gli intenti erano quelli di creare uno stato autoritario e di far divenire l’Italia una grande potenza internazionale con il rifiuto della democrazia parlamentare. Le squadre d’azione create ed utilizzate in un primo memento per eseguire spedizioni punitive contro gli avversari politici nel 1922 divennero Milizia volontaria per la sicurezza nazionale che servisse a garantire protezione al partito. Giolitti propose l’ingresso all’interno del governo nel blocco di destra, di candidati fascisti alle elezioni del 1921, quest’ultimi entrarono con 35 deputati. Il Duce intese che Giolitti non poteva fare piĂą marcia indietro, egli aveva ottenuto quello che gli conveniva: L’ammissione del fascismo nell’arco Costituzionale e il suo riconoscimento come insostituibile garante dell’ordine. Ora voleva dimostrare che l’ordine poteva restaurarlo solamente lui, perchĂ© Giolitti non ne era piĂą in grado. Dopo le dimissioni di Giolitti si susseguirono prima il governo Bonomi e poi il governo di Facta che si rivelarono governi blandi. Nel Novembre del 1921 il movimento dei fasci diventa Partito Nazionale Fascista. Il 28 Ottobre dell’anno seguente avvenne la marcia su Roma e il Re Vittorio Emanuele III affida al partito Fascista l’incarico di costruire il governo, e in esso confluirono liberali, popolari, democratici e sociali. A rafforzare il partito arrivano alcuni provvedimenti , nel Dicembre del 1922 venne istituito il Gran Consiglio del Fascismo, organo che riuniva i maggiori esponenti del partito. Nel Novembre del 1923 venne emanata la legge Acerbo che dava i due terzi dei seggi parlamentari al partito che avesse ottenuto la maggioranza del 25%. Intanto i Popolari escono dal governo e Don Sturzo si dimette perchĂ© contrarii alla legge Acerbo . Nell’Aprile del 1924 ci furono le elezioni e la Lista Nazionale creata dal Partito ottiene la maggioranza dei Fascisti piĂą i Liberali. Nello stesso anno il socialista Matteotti, durante un intervento accusò il partito di irregolaritĂ* durante le elezioni, ma questo atto di coraggio gli costò la vita, perchĂ© venne rapito in pieno giorno e assassinato poco dopo. I deputati presi dall’indignazione abbandonarono la camera e attuarono la secessione dell’Aventino. Essi si rifiutavano di riunirsi al governo fino a quando il Re non avesse formato un nuovo governo senza Mussolini, ma il Re rifiutò, si assunse la piena responsabilitĂ* Storica, Morale e Politica di quello che era successo, ed istaurò la dittatura. Dal 1924 al 1925 furono emanate le leggi Fascistissime. La prima rendeva il presidente del consiglio capo del governo, e doveva rispondere solo ed esclusivamente al Re, le autonomie locali furono limitate, l’amministrazione dei comuni veniva affidata ad un podestĂ* con un consiglio municipale, partiti di opposizione sciolti, stampa di opposizione soppressa, polizia segreta e tribunale speciale per la difesa dello stato composto da uomini della milizia fascista. In questo periodo l’opposizione anti-fascista si rivelò blanda, incapace di reagire al movimento fascista, infatti molto leader dei partiti antifascisti furono costretti a prendere la via dell’esilio. I Comunisti con a capo Togliatti si organizzarono in Belgio e Francia pur mantenendo una rete clandestina in Italia che tenne costantemente viva l’opposizione al Fascismo. A Parigi si creò un altro gruppo di opposizione creato dai fratelli Aldo e Nello Roselli, Emilio Lussu e da Ernesto rossi, loro erano per la “Giustizia e LibertĂ*”. Nel caso di Mussolini però gli unici grandi ostacoli da superare erano la monarchia sabauda e la Chiesa. Mirando a rafforzare il suo potere il Duce indebolì il potere del Re, a cui rimaneva solamente l’esercito. I rapporti con la chiesa si migliorarono quando furono stipulati i Patti Lateranensi che erano costituiti da: 1) Un trattato internazionale, con cui la chiesa riconosceva lo Stato con capitale Roma, mantenendo la sovranitĂ* sullo Stato della Chiesa; 2) Una convenzione finanziaria con la quale il Papa riceveva un indennizzo per i territori espropriati; 3) Garanzia per la Chiesa del libero esercizio del potere Spirituale; 4) LibertĂ* di culto su tutto il territorio Superata la crisi Matteotti, il regime mise in atto il suo programma per modellare la societĂ* sulla base dei principi fascisti. Fu resa obbligatoria l’iscrizione al partito per tutti coloro che avrebbero voluto accedere ad un incarico nell’amministrazione statale. La politica demografica prevedeva l’attribuzione alle famiglie piĂą numerose di premi in denaro, e proprio per questo ci fu una crescita demografica del paese. In campo economico Musolini attuò una politica di tipo liberale che tutelava i borghesi che gli avevano spianato la strada per la sua ascesa al potere. Fu creata la carta del lavoro e venne istituita una magistratura del lavoro con la funzione di conciliare le controversie tra le parti sociali. Nel 1929 avvenne l’abolizione della Camera dei Deputati che fu sostituita dalla Camera dei Fasci. Sempre nel 1929 l’Italia rispose alla crisi che si manifestò con un alto numero di disoccupati (ben 1.300.00), con il risanamento delle paludi pontine che diede 600.00 ettari di terreno coltivabile. In Politica estera le aspirazioni dell’Italia erano le aree danubianobalcaniche e sul continente africano. Mussolini mirò all’Etiopia, e la societĂ* delle nazioni multò l’Italia per aver ignorato quanto stabilito nel Trattato di Versailles. Ignorando del tutto la societĂ* delle nazioni il 5 maggio 1936 il generale Badoglio entrò ad Addis Abeba e quattro giorni dopo, Mussolini davanti alla folla in delirio proclamò l’impero e affidò la corona al Re. La societĂ* delle nazioni ritirò tutte le sanzioni fatte all’Italia. Intanto l’asse Roma-Berlino era diventata tutt’altro che una semplice amicizia, era diventato un patto d’acciaio che prevedeva il mutuo soccorso in caso di attacco. Se la conquista dell’Abissina, fu il momento piĂą alto, fu anche l’inizio del progressivo declino. Fu proprio l’alleanza con Hitler che porto a definitivo declino del regime fascista, in quanto l’esaltazione di Hitler e Mussolini raggiunsero all’apice della loro grandezza, gli fece perdere di vista gli obiettivi principali e soprattutto positivi, dirottando le loro azioni alla distruzione di razze inferiori che li fecero passare alla storia Rispetto a quella postata da me precedentemente è molto diversa, l'ho dovuta cambiare perchè un amico me l'aveva copiata di nascosto... Bye ![]() |
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