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Vecchio 20-03-2007, 15.01.58   #1
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Cos'è la Musica


Il significato del termine musica è molto dibattuto tra gli studiosi a causa delle sue varie accezioni e dei diversi usi che se ne fanno.
Etimologicamente, il termine musica deriva dalle Muse (figure della mitologia Greca e Romana) accostato al termine sottinteso tecnica. Infatti in origine il termine Musica non era ad indicare una particolare arte bensì tutte le arti delle muse, e che veniva intesa come qualcosa di "perfetto" e "bello".



Le diverse accezioni

  • Musica come suono: Una delle più comuni definizioni di musica è di quella di arte del suono organizzato, o - più specificatamente - di arte del produrre significati e sensazioni, più o meno complessi - e comunque di natura volontaria - organizzando suoni e silenzio. Simili definizioni - comunemente accettate - sono state ampiamente adottate sin dal Diciannovesimo secolo, quando si iniziò a studiare scientificamente la relazione tra il suono e la percezione.
  • Musica come esperienza soggettiva: Un'altra delle definizioni comuni di musica implica che la musica debba essere piacevole o melodica. Questo punto di vista tiene conto del fatto che alcuni tipi di "suono organizzato" non sono musica, mentre altri lo sono. Esistono versioni più elaborate di questa definizione che tengono conto del fatto che ciò che è considerato musica varia da cultura a cultura, e da epoca ad epoca. Questa definizione fu predominante nel Diciottesimo secolo. Mozart, per esempio, usava dire che "la musica non dimentica mai sé stessa, essa non deve mai cessare di essere musica."
  • Musica come una categoria della percezione: La definizione cognitiva, meno comune, asserisce che la musica non è semplicemente suono, o la percezione di esso, ma una rappresentazione interna che percezione, azione e memoria contribuiscono a creare. Questa definizione è influenzata dalle scienze cognitive, il cui scopo è la ricerca delle regioni del cervello responsabili dell'analisi e della memorizzazione dei vari aspetti dell'esperienza dell'ascoltare musica. Questa definizione include anche arti differenti come ad esempio la danza.
  • Musica come approfondimento storico e antropologico: Il cammino e l'evoluzione del pensiero musicale corrono di pari passo con il cammino dell'uomo nella storia. L' antropologia trova nell'etnomusicologia risposte che altri studi sull'uomo non riescono a dare.
  • Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono che, come l'arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale. Da questo punto di vista la musica è ciò che ognuno chiama musica, che sia fatta di silenzio, di suoni, o di performance. La famosa opera "4'33"" (4 minuti e 33 secondi) di John Cage ha origine da questa concezione della musica.
  • Musica come cura del corpo e/o dello spirito Musicoterapia: Le qualitÃ* liberatorie della musica si concretizzano da sempre dovunque nel mondo. Il benefico potere derivante dall'ascoltare musica, o dal crearne e riprodurne distingue i due rami principali riconducibili alla scienza stessa, che nascono sempre dalla radice unica, la Musica. Osservata in Europa, e nell'occidente in tempi relativamente recenti, dopo il Cinquecento, diviene strumento terapeutico vero e proprio, fino all'uso odierno che spazia dalla cura di depressioni, malattie psichiche anche molto gravi, disturbi neurovegetativi ecc. In tempi più antichi e tutt'ora in siti culturalmente poco occidentalizzati può definirsi musicoterapia un aspetto fondamentale dell'educazione civica, intesa come "consapevolezza d'esser vivi" quindi esistere. In Africa, ad esempio, fare musica con rudimentali strumenti quali semplici percussioni o flauti di bambù è patrimonio comune nella societÃ*; parimenti lo è il partecipare ballando e cantando, oltre che, ovvio, ascoltando. Fondamentale è la partecipazione alla Musica, che è eletta a cura, preghiera, dialogo, discussione nel senso più civilmente umano dei termini. In realtÃ* il diritto civile per questi popoli si concretizza, trovando la sua più schietta espressione, proprio nella Musica.
A causa della larga gamma di definizioni, lo studio della musica è effettuato in una grande varietÃ* di forme e metodi: lo studio del suono e delle vibrazioni (detto acustica), lo studio della teoria musicale, lo studio pratico, la musicologia, l'etnomusicologia, lo studio della storia della musica.

Storia della musica


La storia della Musica è una storia molto complessa che ha avuto un sua evoluzione nel corso dei millenni, enorme. In origine, la parola "musica", stava a significare "musa", cioè tutto ciò che è bello, e perfetto. Non c'è stata popolazione o persona che non iniziò a creare, a fare, del ritmo con qualunque oggetto trovato sottomano, perché, il ritmo, sta quasi a riprodurre il primo suono che abbiamo sentito (ritmato), nella nostra vita, quando eravamo ancora nella pancia materna: il battito cardiaco ed il respiro.
Nell'antica Grecia nacque una materia, una scienza, che estraeva anch'essa queste ultime due, la matematica, che è parte fondamentale della musica, come Pitagora capì, per la relazione tra frazione e suono. Platone disse che come la ginnastica serviva ad irrobustire il corpo, la musica doveva servire ad arricchire l'animo, ritenendola una funzione educativa, come la matematica, secondo lui bisognava saper scegliere fra tanto e poco, fra più o meno, fra bene o male, per arrivare all'obiettivo finale. Nel cristianesimo ebbe grande diffusione il canto, perché lo stesso "Cristo" veniva descritto come un cantore insieme ai suoi discepoli: "E dopo aver cantato l'inno uscirono verso il monte degli Ulivi" Matteo (14, 22-26). La musica nel cristianesimo si sviluppa molto nel luogo di culto, la chiesa, musica che veniva suonata per la celebrazione della messa.
Fu nel Medioevo, che furono inventate le note, perché le melodie erano sempre più lunghe e più difficili da ricordare, così nacque l'esigenza di "annotare" sopra il testo da cantare, con dei segni chiamati "neumi" che segnavano la direzione ascendente o discendente della linea melodica. Dai primi aiuti mnemonici, nacque il sistema del tetragramma, attribuito a Guido d'Arezzo (992 c.a.-1050 c.a.).
Dal 1500 iniziò lo sviluppo del sistema tonale che ebbe un delle sue pietre miliari nell'opera di J.S.Bach "Clavicembalo ben temperato" (1722) , per proseguire poi nel secolo d'oro della musica classica occidentale (tra il 1750 e il 1850), quando vennero elaborate forme sempre più ricche di musica sinfonica ed operistica, fino a venire radicalmente contestato dalla musica del XX secolo, che esplorò le nuove forme dell'atonalitÃ*.
Nel '900 ci sono anche formazioni di nuovi generi musicali, come il blues, il country, il rock, il pop ,lo jazz, il metal, il fusion, ecc. Tutto questo si deve alla rivoluzione tecnologica che intromette, l'altoparlante, l'amplificatore e la batteria.
Gli ultimi anni del XX secolo vedono la creazione di nuovi generi che vanno a rivisitare quelli passati, come ad esempio la musica sacra dei canti Gregoriani, rivisitati in chiave profana.
Quindi la musica ha un'evoluzione che vede la trasformazione, del suo stesso significato, la "perfezione", che si vede rappresentare in tanti modi diversi e da tante cose diverse, dall'armonia della lira degli aedi a quella della chitarra elettrica del Rock.



Teoria della musica


Un'arte tanto antica e tanto legata alla civiltÃ* non poteva non generare un corposo insieme di conoscenze, che molti studiosi della musica si sono preoccupati di sistemare e classificare. Queste conoscenze sono sia di tipo strettamente musicale, come l'armonia e la melodia, che di tipo più teorico e critico, come la musicologia che si occupa di teoria musicale in senso lato, classificando i suoni, gli strumenti musicali e i tipi di composizioni, e la loro evoluzione e discendenza nel tempo e altri studi di cultura e storia musicale.
Altrettanto importante è la grammatica della musica in senso stretto, cioè il pentagramma, le chiavi musicali e in generale il modo di scrivere (semiografia) la musica. Questa parte della teoria, che potremmo chiamare di alfabetizzazione musicale, viene insegnata con il solfeggio, prima parlato e poi cantato, ed è il primo passo di una educazione musicale sistematica.
Da un punto di vista oggettivo, la musica, come il suono in generale, presenta le caratteristiche del tono, del timbro, dell'intensitÃ* e della durata. Il tono dipende dalla frequenza del suono, e può essere "acuto" o "grave". Il timbro è la "qualitÃ*" del suono, ed è determinato dalla forma dell'onda sonora, composta dalla nota fondamentale e dai suoni armonici. Ogni strumento musicale, come così ogni voce umana, possiede il suo caratteristico timbro. L'intensitÃ* stabilisce quanto un suono è percepito intenso o tenue. Anche la posizione o il movimento nello spazio della sorgente del suono sono spesso considerati come aspetti della musica. Il silenzio è spesso considerato come uno degli aspetti della musica. La durata è il solo aspetto comune al "silenzio" e al "suono", essendo l'aspetto temporale della musica. Un musicista è chi esegue, compone o conduce la musica.
Alcune culture possono includere o meno gli aspetti sopra descritti, o includere aspetti loro peculiari nella loro definizione di musica.

Termini comuni


I termini usati per parlare di un particolare brano musicale includono:
  • la nota, che è il simbolo utilizzato per indicare una specifica intonazione;
  • la melodia, che è una successione di suoni percepita come un percorso coerente;
  • l'accordo, che è il risultato della combinazione simultanea di più suoni, sottoposta a vincoli e regole tradizionali;
  • l'armonia, che è lo studio della classificazione e delle concatenazioni di accordi;
  • il contrappunto, che è la simultanea organizzazione di differenti melodie;
  • il ritmo che è l'organizzazione delle durate e degli accenti nelle varie parti che compongono un pezzo musicale.
  • il tempo nelle sue diverse accezioni.
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