Greenpeace Intercetta I Giapponesi A Caccia Di Balene
ROMA - “Aspetta, guarda: una coda, una gigantesca coda di una balena che si immerge ha appena oscurato la finestra”. Gianluca, Gionni per i compagni dell’Esperanza, ha una tazza di caffe’ bollente in mano e gioia negli occhi. Sono le otto di mattina e la nave di Greenpeace e’ ferma, motori spenti in una baia punteggiata di iceberg. Una trentina di megattere stanno nutrendosi, senza alcun timore della nave o degli umani che li guardano.
“Non ho mai visto una cosa simile, e’ emozionante. Stanno a lato della barca, mangiando con calma. Hanno trovato una zona ricca di krill, il loro nutrimento, e “pascolano”. Si immergono e tornano a galla, con grande calma, sembrano mucche al pascolo”, racconta Gianluca, felice di questo inzio di mattina. L’Esperanza e’ ferma tra le balene, motore spento e equipaggio sul ponte con macchine fotografiche puntate. 35-40 megattere nuotano cosi’ vicino, che ne sentiamo il verso e gli sbuffi al telefono, durante l’intervista. Frank Kamp, il capitano, guarda anche lui le balene. “Quante sono in tutto e’ impossibile dire, si vedono sbuffi di aria fino all’orizzonte. Non ho mai visto uno spettacolo simile”.
Le decine e decine di megattere, a gruppi dai tre ai cinque individui, spesso con un piccolo, appartengono alla specie che i giapponesi avevano annunciato di voler cacciare, prima che la pressione internazionale gli facesse cambiare idea. Kamp e’ raggiante, ma i suoi occhi non stanno solo registrando note poetiche. Per lui ogni dettaglio –dove sono le zone ricche di krill, per esempio – rappresentano un tassello in piu’ che lo aiuta nella partita a scacchi che sta giocando contro i giapponesi, per scovare le baleniere nel vasto oceano Antartico, e impedire la mattanza.
“Le posizioni delle navi, le nostre e le loro, sono top secret. Li cerchiamo con il radar, ma ogni iceberg puo’ essere una nave, e ogni nave –purtroppo- puo’ far finta di essere un iceberg”, spiega Kamp. Che aggiunge, ottimista: “Adesso abbiamo un vantaggio su di loro, perche’ hanno iniziato la pesca e non possono piu’ nascondersi, sono costretti a muoversi. Li troveremo, come e’ stato negli anni passati”.
Anche senza elicottero, che quest’anno si e’ rotto popo prima di lasciare il porto della Nuova Zelanda? “In passato li abbiamo trovati anche senza elicottero, ce li siamo visti davanti all’improvviso. L’equipaggio si gode lo spettacolo, con le balene che “escono dall’acqua e ci guardano dritto negli occhi”. E’ un incontro straordinario, ma il capitano sta gia’ dando ordine di prepararsi alla partenza. Dice: “Il posto giusto per l’Esperanza e’ tra una balena e una baleniera, dobbiamo continuare a cercare”. [Solo gli utenti registrati possono visualizzare tutti i links]