La Francia ha aperto al pubblico i propri archivi sui fenomeni di avvistamenti sugli oggetti volanti non identificati. A confermare la notizia Jacques Patenet, direttore del Gruppo di studio e d'informazione sugli Ufo del Centro nazionale per gli studi spaziali (CNES). Sul sito internet dell'agenzia francese saranno disponibili per la consultazione circa 400 casi sui 1600 documentati in Francia dagli anni '50, periodo in cui appunto comincio' la "febbre" degli avvistamenti un po' in tutto il mondo (quello che è considerato il primo avvistamento risale al 24 giugno 1947).
Ogni avvistamento, stando a quanto spiegato dal direttore del centro, sarĂ* corredato da foto, verbali della polizia e testimonianze. Per ovvi motivi l’identitĂ* delle persone sarĂ* tenuta riservata. La Francia non è comunque l’unico Paese al mondo che sembra essersi convinta dell’utilitĂ* di un’apertura globale in materia Ufo. Gli Stati Uniti, dopo anni di chiusura, hanno optato per una parziale apertura: le informazioni vengono rilasciate caso per caso.
C’è poi chi ha deciso non solo di rilasciare informazioni finora considerate riservate ma anche di commentarle. E’ il caso della Russia. Valerij Uvarov, direttore della sezione di ricerche ufologiche presso l'Accademia di sicurezza nazionale della Federazione Russa, rivela che questi oggetti volanti non identificati diventano spesso causa di sciagure aeree. "Basti pensare al recente caso dell'aereo militare ucraino schiantatosi al suolo a Leopoli durante uno show aereo”, ha detto l’ufologo. “C’è chi sostiene che l'incidente sia strettamente legato alla comparsa di Ufo nei pressi dell'aereo e di solito in questi casi smettono di funzionare tutte le apparecchiature. E sulla pellicola relativa all'incidente sono stati immortalati due puntini neri vicini all'aereo poi caduto", ha commentato l’esperto.
In Crimea non sono neppure fenomeni rari. Esiste un posto nel quale gli oggetti volanti non identificati vengono avvistati con una regolaritĂ* impressionante, a decine, quotidianamente. Lo stesso Ministero della Difesa russo aveva pubblicato documenti segreti nei quali gli Ufo erano stati definiti "obiettivi di provenienza extraterrestre". Al momento è ancora possibile utilizzare la definizione "oggetti volanti non identificati" ma, spiega Uvarov, è da ormai un po’ di tempo che “sono stati tutti quanti identificati".
Ora i governi di tutto pianeta dovrebbero comprendere che rivelare quanto sanno è di vitale importanza per tutti. Per alcuni esperti, infatti, mettendo a disposizione queste informazioni sugli Ufo, si potrebbe fare qualcosa per salvare il nostro mondo. Con le tecnologie degli alieni si potrebbe combattere ad esempio il riscaldamento del pianeta. A sostenere questa tesi è l'83enne Paul Hellyer, ex ministro della Difesa del Canada.
"Bisogna convincere i governi del mondo a dire quello che sanno - ha affermato l'anziano uomo politico in un'intervista rilasciata al quotidiano canadese 'Citizen'-. Molti di noi ritengono che sappiano molto, e molti di noi sono convinti inoltre che quello che sanno potrebbe bastare a salvare il pianeta". Hellyer ha chiesto ad Ottawa, Washington e agli altri governi occidentali di rendere pubbliche le tecnologie extraterrestri, ottenute e studiate dagli americani dopo il presunto schianto del 1947 a Roswell, nel Nuovo Messico, di un Ufo.
Secondo l'ex ministro della Difesa canadese, quanto giĂ* appreso sulle tecnologie di altre civiltĂ* dello spazio si cela la risposta a tutte le emergenze climatiche mondiali. Non solo, Hellyer ha spiegato che gli extraterrestri avrebbero le tecnologie per eliminare i combustibili fossili nel giro di una sola generazione.
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