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Prima di esordire con "Fermo con le mani", il trentenne Totò fu convocato dal produttore Stefano Pittalunga, per un provino per il film "Il ladro disgraziato". Questo avvenne negli studi della Cines, Totò lo superò, ma alla fine il progetto del film sfumò. Pittalunga decise comunque di utilizzare le riprese inserendole nel Cinegiornale Cines n.4. Si tratta della più antica apparizione cinematografica di Totò. Tra il '30 e il '32 Stefano Pittalunga, che era alla guida della SASP (SocietÃ* Autonoma Stefano Pittalunga), produceva da solo quasi tutti i film italiani. Decise di scritturare Totò, che aveva visto forse in uno spettacolo, per fargli interpretare "Il ladro disgraziato". Totò, magrissimo e poco più che trentenne, venne convocato negli studi della "Cines" e qui si esibì in un'interpretazione comica che mise in luce tutta la sua propensione all'assurdo che si sarebbe poi messa in mostra nei periodi succcessivi.
Il film però non fu mai stato realizzato, così come quello in programma nel '34, "Darò un milione", in cui Totò avrebbe dovuto interpretare la parte di Blim, un mendicante che all'inizio della storia tenta il suicidio ma viene salvato dal miliardario Gold,interpretato da Vittorio De Sica. Nonostante le insistenze di Zavattini, la parte di Blim venne assegnata all'attore Luigi Almirante.