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Vecchio 11-24-2007, 19:00   #1
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Violenza Donne, Manifestazione A Roma


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E' partito alle 14,47 il corteo (da piazza della Repubblica a piazza Navona) contro la violenza delle donne organizzato in occasione della Giornata internazionale proclamata dall'Onu a Roma. "La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini", questo lo striscione che apre la manifestazione.

Le manifestanti hanno scandito lo slogan "Per sovvertire il patriarcato il parapiglia lo facciamo sì!"

"Fuori i fascisti da questo corteo". E' lo slogan scandito contro Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, esponenti di Forza Italia.

I ministri Giovanna Melandri e Livia Turco sono state costrette a lasciare il gazebo dell'emittente La7, allestito a piazza Navona, a causa di una dura contestazione ricevuta da un gruppo di manifestanti che hanno partecipato al corteo contro la violenza donne. Il gazebo e' stato occupato da alcune donne del corteo. I ministri stavano rilasciando un'intervista nel gazebo sopraelevato quando dalla piazza si e' sollevato il grido ''vergogna, vergogna, andate a lavorare''. La contestazione e' aumentata di intensita' fino a costringere la Melandri e la Turco ad abbandonare il gazebo.
Due cronisti maschi di agenzie di stampa e un fotografo sono stati allontanati a spintoni dal corteo contro la violenza sulle donne in corso a Roma. "Siete uomini uscite da questo corteo" così sono stati apostrofati i cronisti che hanno replicato: "siamo qui per lavorare e per informare i cittadini delle vostre proteste".

NO A STRUMENTALIZZAZIONI
(di Agnese Malatesta)
ROMA - La violenza alle donne non va strumentalizzata, né da destra né da sinistra. No alle posizioni sessiste reazionarie, ma no anche a Prodi se si occupa di questo solo sull'onda dell'emergenza. Con questa premessa oggi, a Roma, sono attese in piazza decine di migliaia di donne contro la violenza degli uomini, in particolare di quella che avviene fra le mura domestiche.

Due ministri saranno fra le manifestanti, Barbara Pollastrini e Paolo Ferrero. Adesioni anche da Alfonso Pecoraro Scanio e Livia Turco. Alla vigilia del corteo (sarà aperto dallo striscione 'La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini') e della Giornata internazionale contro la violenza alle donne (25 novembre), il premier Romano Prodi conferma - in una lettera al ministro Pollastrini - l'impegno del governo contro molestie ed abusi.

E' un "problema grave", dice Prodi, che l'Italia deve "contrastare con il massimo sforzo". Il Presidente del consiglio auspica l' approvazione della legge nonché dello stralcio sullo stalking e l'omofobia. Si decida la corsia preferenziale per il ddl, rilancia il ministro per i diritti e per le pari opportunità. Rosy Bindi annuncia "tolleranza zero" per tutte le forme di violenza alle donne, compresa quella consumata in famiglia. Che la situazione sia complessa lo dice anche una ricerca (Swg) secondo la quale tre milioni di italiane, per combattere la paura della violenza, sono state costrette a modificare le proprie abitudini di vita e i propri comportamenti. Intanto, l'attenzione è sul corteo. Controviolenzadonne che lo promuove fa dei distinguo: "rifiutiamo l'adesione all' iniziativa di soggetti politici che hanno costruito ed aderito al Family Day che disconoscono l'autodeterminazione delle donne e sostengono le politiche razziste, familiste e ostili al riconoscimento dei diritti e della libertà di lesbiche, gay e trans della destra reazionaria, praticate in grande stile anche da un governo che si definisce di sinistra". Esecutivo che si é reso "protagonista negli ultimi mesi di campagne repressive contro i migranti strumentalizzando la violenza alle donne". "Benvengano però i ministri - dicono gli organizzatori - purché la loro presenza sia senza ambiguità ma di stimolo a politiche serie, non legate all' emergenza e soprattutto senza ricorso alla sola repressione". Le donne della Sinistra Critica sono ancora più esplicite: "No alla deriva razzista di Prodi.

La manifestazione sarà un momento per opporsi fermamente al clima repressivo e securitario alimentato dal governo e dal sindaco di Roma, con il Pacchetto sicurezza, che non hanno esitato ad utilizzare cinicamente il corpo martoriato di Giovanna Reggiani per lanciare una campagna razzista contro gli stranieri che svia l'attenzione pubblica dalle reali responsabilità della violenza contro le donne, quelle degli uomini e del loro preteso controllo sulle vite di mogli, figlie, compagne". "E' importante che donne ma anche uomini partecipino domani alla manifestazione" afferma il sottosegretario Rosa Rinaldi che si ritroverà in piazza. Adesione anche dall'Ugl (parteciperà al corteo il segretario generale Renata Polverini) per il quale "va garantito un sostegno concreto alla promozione di una cultura di maggiore rispetto verso le donne. La manifestazione rappresenta un importante occasione di condanna e denuncia". "Le donne chiedono certezza della pena - sostiene Mauro Cutrufo, capogruppo Dca al Senato - ma soprattutto velocità nel giudizio e noi dobbiamo farcene carico". "E' urgente - scrive la senatrice dell'Ulivo Albertina Soliani in un articolo di domani su 'Europa' - che le istituzioni facciano massa d'urto, che il governo si riunisca, dedicando una seduta soltanto agli interventi contro la violenza alle donne. Questa Italia che sopporta questa violenza inaudita sulle donne non può attendere oltre. O siamo tutti complici?". Secondo, Silvana Mura (Ivd) la manifestazione domani deve chiedere con forza una nuova legge. Per Alessandro Battilocchio (Partito socialista), "la violenza sulle donne non è un fatto privato. Servono interventi nelle scuole".

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