La squadra mobile di Perugia ha eseguito tre fermi nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a coltellate nei giorni scorsi nell'abitazione dove abitava. Si tratta della sua coinquilina americana di 20 anni, del suo fidanzato italiano di 24 anni e di un cittadino congolese di 37 anni. L'accusa per tutti è di concorso in omicidio e concorso in violenza sessuale.
La straniera fermata frequentava un corso di lingua italiana all'Università per stranieri di Perugia, mentre il fidanzato è laureando all'ateneo del capoluogo umbro. Il nordafricano bloccato dalla polizia è in Italia dal 1988 e lavora regolarmente.
Con i tre fermi, l'indagine può dirsi sostanzialmente chiusa. Gli investigatori hanno spiegato che non ci sono indagati a piede libero. Non è stata ancora trovata l'arma del delitto, che sarebbe comunque un coltello. "Meredith è stata solo una vittima"
Il questore del capoluogo umbro, Arturo De Felice, ha definito ''verosimile il movente sessuale''. Per la Procura, che ha coordinato l'indagine, Meredith ha provato a ribellarsi a chi poi l'ha uccisa. I magistrati perugini hanno parlato di ''intenti di sopraffazione sessuale da parte dei presunti colpevoli nei confronti della vittima e conseguente ribellione di quest'ultima''. Meredith è stata ''una vittima e basta'', ha sottolineato De Felice. Riferendosi alla studentessa, il questore l'ha definita ''moralmente integerrima''.
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