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| Tags: disperso, navi, scontro, sicilia |
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| Admin 1,618034 ![]() | Sicilia, scontro navi: un disperso ![]() Incidente in mare al largo di Mazara del Vallo: la nave "Thetis" del Cnr si è scontrata con un mercantile battente bandiera panamense. La nave (dal valore di due milioni di euro) è affondata. A provocare lo scontro potrebbe essere stata la fitta foschia. Delle 14 persone a bordo tra personale scientifico e tecnico solo una manca all'appello, un ricercatore russo. Le altre sono state tutte recuperate in buone condizioni. In un primo momento sembrava che ben undici persone fossero disperse. Poi, pian piano, sono state recuperate una ad una. Alla fine era rimasto il punto interrogativo su una sola, il ricercatore russo di una sessantina d'anni, Piotr Mikejcik. Dapprima sembrava a bordo delle motovedette della capitaneria. Poi, la smentita: non c'è. "Quelle sono navi assassine" Le operazioni di salvataggio sono state seguite da terra, dalla sede del CNR di Mazara del Vallo, con grandissima apprensione. Il responsabile della locale sede CNR, Salvatore Mazzola, parla tra le lacrime: "I nostri - dichiara al TgCom - stavano seguendo un progetto di cooperazione internazionale Italia-Russia. Stavano sperimentando nuove strumentazioni oceanografiche quando sono stati speronati da un mercantile. Quelle sono navi assassine, provocano morte". Poi in un impeto di rabbia: "Non si fermano dopo gli incidenti. Noi ci rivolgeremo alla magistratura. Dovremo cominciare a fermarli anche perché hanno travolto anche pescherecci, uccidendo. Altrimenti continueranno a uccidere". La Capitaneria aveva lanciato l'allarme Intanto, mentre proseguono le ricerche dell'uomo disperso, si sono appresi dei dettagli dell'incidente. Ad essere coinvolti sono stati la nave Thetis del CNR (del valore di due milioni di euro) e la portacontainer Heleni, battente bandiera panamense. Poco prima dello scontro, la Capitaneria di porto di Mazara del Vallo aveva lanciato l'allarme via radio, segnalando alla Heleni che stava navigando a velocità sostenuta (tra i 25 e i 30 nodi) in una zona dove correva il rischio di speronare almeno "35 bersagli". Dal mercantile non sarebbe però arrivata alcuna risposta. La Capitaneria ha inviato immediatamente nella zona una motovedetta per bloccare la nave, ma ormai era troppo tardi: la Thetis era già stata speronata. Appena giunto nella zona il Guarda Coste ha raccolto i primi tre naufraghi e ha chiesto l'intervento di altri mezzi di soccorso. Questi dati sono stati raccolti attraverso il Vts (Vessel Traffic Service) il sistema radar di sicurezza, operativo a Mazara del Vallo da circa un anno. Proprio tre giorni fa il Vts è stato installato anche nello stretto di Messina, dopo le polemiche seguite all'incidente del 15 gennaio tra un aliscafo delle ferrovie e un traghetto della Caronte. [Solo gli utenti registrati possono visualizzare i links - Clicca qui per registrarti!] [Solo gli utenti registrati possono visualizzare i links - Clicca qui per registrarti!]
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