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| Tags: ferite, mondoquot, papa, quotdio |
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| Admin 1,618034 ![]() | Papa: "Dio, su di se' ferite mondo" Di fronte a una folla record di centoventimila fedeli accorsi da tutto il mondo, che da piazza San Pietro, insufficienta a contenerli tutti, si sono riversati così nell'attigua piazza Pio XII e in via della Conciliazione, il Pontefice ha elencato tutti i mali che mettono a "dura prova" persino la fede. Sotto le finestre del papa, pochi minuti prima della benedizione Urbi et Orbi, tra lo stupore della gente, è stato srotolato lo striscione che apriva il corteo della Marcia di Pasqua "per la moratoria subito delle esecuzioni capitali" organizzato dai Radicali, seguito da tracolori, bandiere di partito e migliaia di palloncini bianchi su cui è disegnata una colomba con la scritta Marcia di Pasqua. [Solo gli utenti registrati possono visualizzare i links - Clicca qui per registrarti!]Preoccupazione per l'Africa Dopo aver elencato i flagelli odierni del terrorismo e del disprezzo della vita Papa Benedetto XVI ha espresso la sua "apprensione" per la "condizione in cui si trovano non poche regioni dell'Africa": dal Darfur alla Repubblica democratica del Congo, alla Somalia, allo Zimbabwe e poi, passando ad altri continenti, a Timor Est, lo Sri Lanka, ai Paesi dell'America Latina ad ìregioni, colpiti da "calamitÃ* naturali e tragedie umane". Medioriente e Afghanistan Papa Ratzinger ha invocato anche pace e riconciliazione per l'Afghanistan, "segnato da crescente inquietudine e instabilitÃ*, per l'Iraq, insanguinato da continue stragi, per il Medio Oriente e il Libano, che deve trovare - ha detto - un suo nuovo ruolo nella regione. Di pace - ha spiegato il Papa nel solenne saluto impartito dalla Loggia della Basilica Vaticana, dopo la messa di Pasqua - ha bisogno ''l'Afghanistan, segnato da crescente inquietudine e instabilita'''. ''In Medio Oriente - ha proseguito - accanto a segni di speranza nel dialogo tra Israele e Autorita' palestinese, nulla di positivo purtroppo viene dall'Iraq, insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili; in Libano, lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese e' chiamato a svolgere nell'area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro''. ''Non posso infine dimenticare - ha aggiunto - le difficolta' che le comunita' cristiane affrontano quotidianamente e l'esodo dei cristiani dalla terra benedetta che e' culla della nostra fede. A quelle popolazioni rinnovo con affetto l'espressione della mia vicinanza spirituale''. Le calamitÃ* naturali Accanto alle ferite inferte all'umanitÃ* dalla violenza, il Papa ha ricordato nel messaggio di Pasqua anche "le calamita' naturali che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni" materiali. "Penso",. ha detto, "a quanto e' avvenuto di recente in Madagascar, nelle Isole Salomone, in America Latina e in altre regioni del mondo". Dai dubbi e dalle incertezze viene la fede autentica L'incapacitÃ* di spiegarsi il dolore innocente, l'incredulitÃ* di chi si sente deluso da Dio puo' essere la via che porta ad una fede più autentica."Ciascuno di noi - ha affermato - puo' essere tentato dall'incredulitÃ* di Tommaso. Il dolore, il male, le ingiustizie, la morte, specialmente quando colpiscono gli innocenti, ad esempio, i bambini vittime della guerra e del terrorismo, delle malattie e della fame non mettono forse a dura prova la nostra fede?", si è domandato il Papa sottolineando che "paradossalmente, proprio in questi casi, l'incredulitÃ* di Tommaso ci è utile e preziosa, perché ci aiuta a purificare ogni falsa concezione di Dio e ci conduce a scoprirne il volto autentico: il volto di un Dio che, in Cristo, si è caricato delle piaghe dell'umanitÃ* ferita". In San Tommaso che volle toccare le piaghe di Gesù perché non credeva alla risurrezione, dunque, "possiamo riscontrare i dubbi e le incertezze di tanti cristiani di oggi, le paure e le delusioni di innumerevoli nostri contemporanei. Con lui possiamo riscoprire con convinzione rinnovata la fede in Cristo morto e risorto per noi". ''FraternitÃ* e pace'' per l'amata Italia ''FraternitÃ* e pace'' per ''l'amata nazione italiana'' e sopratutto per le famiglie ha poi auspicato il Papa nel suo saluto in lingua italiana, il primo di 62 auguri di buona Pasqua in altrettanti idiomi del mondo. ''Buona Pasqua a voi, uomini e donne di Roma e dell'Italia!'', ha esordito, dopo la messa solenne e in piazza san Pietro e il messaggio 'Urbi et Orbi', pronunciato dalla loggia della Basilica Vaticana. ''Il messaggio di speranza, di fraternita' e di pace, che ogni anno in questo giorno santo si rinnova con vigore, giunga agli abitanti dell'amata Nazione italiana, e rechi, sopratutto, alle famiglie, la gioia e la serenita' del Signore risorto''. [Solo gli utenti registrati possono visualizzare i links - Clicca qui per registrarti!]
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